LE SFIDE DEL DOMANI DELL’AMMINISTRATORE SULLA SICUREZZA.

24 Agosto 2022

UN NUOVO APPROCCIO È NECESSARIO?

La professione dell’Amministratore di Condominio è tra le figure che più ha subito cambiamenti nel corso degli anni.

Complici le continue trasformazioni di norme e di leggi che si sono moltiplicate proprio a carico dei conduttori di immobili.

Nel tempo c’è stata una trasformazione che ha messo in serie difficoltà tutti quei soggetti che non hanno ben compreso la rivoluzione in atto e non erano consapevoli del fatto che erano necessari ulteriori adeguamenti tecnici, conoscitivi, gestionali, organizzativi e la necessità di un diverso approccio alla professione e ai rapporti che devono intercorrere tra i vari attori presenti sul palcoscenico del complesso e variegato mondo condominiale.

 

Il condominio viene così trascurato e lasciato ad una gestione basata su vecchi sistemi, ovvero come quelle che individuano nella figura dell’amministratore “solo” un contabile la cui funzione è quella di preventivare e rendicontare le spese annuali, derimere le beghe tra i vari condòmini e gestire le manutenzioni o gli interventi indispensabili, nell’ottica dei desiderata della compagine assembleare.

Non è più possibile continuare con questa impostazione e questo approccio.

 

L’amministratore deve eticamente, quasi obbligatoriamente, trasformarsi da contabile del condominio a gestore a 360° dello stesso.

Nel corso di questi ultimi anni, nella nostra attività come centro studi, svolta a stretto contatto con gli amministratori, abbiamo potuto verificare che questa necessità di cambiamento o non è ancora stata compresa o è stata sottovalutata, proponendo una figura anomala che ancora non si identifica.

Si continua a proporre un amministratore vecchio stampo con delle conseguenze negative nella gestione e conduzione degli immobili affidati, in primis per sé stesso ma con delle pericolose ricadute, anche per il condominio amministrato e per i condòmini residenti.

 

La professione ha introdotto dei nuovi aspetti di impegni e responsabilità sottovalutati che sono in forte aumento tra gli amministratori e i loro staff.

 

Questi fattori sottovalutati, frutto delle nuove necessità di cambiamento, sono i cosiddetti fattori stressogeni, che si esplicitano con la resistenza nell’accettare il cambiamento e la conseguente insoddisfazione della propria professione.

 

È giunta l’ora di dare una svolta e una evoluzione a questa figura professionale persa nel tempo e nelle norme.

 

Il suggerimento è quello di riavvolgere il nastro, mantenere le capacità e le esperienze accumulate e aprirsi a quelle che sono le necessità che vengono richieste;

Da questo si potrà ottenere:

  • Un nuovo entusiasmante, approccio alla professione.
  • Più professionalità.
  • Una maggiore considerazione da parte della clientela.
  • Delle soddisfazioni economiche.

 

I dati sugli infortuni e incidenti a cose e persone hanno evidenziato come, quello che tutti noi riteniamo un luogo sicuro ovvero la casa e il condomino, sia in realtà un ambiente molto pericoloso che ci espone quotidianamente a gravi rischi più di un qualsiasi altro luogo che abitualmente frequentiamo.

 

La molteplicità e complessità degli impianti presenti, la varietà delle strutture non sempre adeguatamente manutenute, l’errato e spesso incivile utilizzo degli spazi comuni, generano dei pericoli sottostimati che hanno la possibilità di assoggettare cose o persone a gravi danni.

 

Ogni singolo condominio, anche con le stesse caratteristiche costruttive, è un mondo a sé con sostanziali differenze da altri edifici uguali vuoi per lo stato di manutenzione, per interventi eseguiti, per l’utilizzo e rispetto delle parti comuni da parte degli occupanti e la gestione del complesso da parte dell’amministratore.

 

Spesso anche noi, professionisti di esperienza, fatichiamo per la caotica realtà in cui ci vediamo ad operare, a riconoscerne le similitudini tra i vari edifici, seppur identici costruttivamente, con la difficoltà nel proporre le attività necessarie per la corretta conduzione del condominio in oggetto.

 

Quello che incide in senso peggiorativo è che il mondo condominiale è popolato da una variegata tipologia di “esseri alieni” che, senza avere la visione e le competenze necessarie, la consapevolezza e le capacità per gestire una struttura così complessa quale è il condominio, interagiscono continuamente con il conduttore volendo decidere e imporre la rotta da seguire.

 

Un nuovo approccio è dunque necessario per evolvere una professione oggi proiettata al futuro.

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